Appuntamenti, notizie e curiosità dal mondo del food & wine e dei viaggi

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3 dicembre 2010

Un salto al Columbia Road Flower Market e poi...perchè no? in fattoria!

Ebbene il freddo è arrivato e con lui anche la prima neve è caduta su Londra, ma questo non mi impedisce di andare alla scoperta della città. In una domenica assolata (se ce ne saranno ancora...) appassionati giardinieri e non troveranno piacevole passeggiare per Columbia Road, il coloratissimo mercatino dei fiori tra Hackney e Shoreditch dove potrete davvero trovare di tutto..ovviamente il pezzo forte di queste settimane è l'albero di Natale! ci sono anche negozietti di articoli originali dove curiosare e magari portare a casa qualche regalino particolare, che proprio per il periodo natalizio rimaranno aperti fino alle 21.00 ogni mercoledì. Per le girls da non perdere una manicure al Powder Room, un centro estetico in stile anni '50, dove anche le persone che si prenderanno cura di voi sono in linea con l'arredamento del negozio...abitini rosa confetto con rifiniture nere e tanto di cappellino! Mentre siete in attesa per il vostro trattamento vi deliziano con tè e pasticcini! Deliziosi coffee shop e piccole gastronomie penseranno invece a placare i languorini dei più golosi. Proprio dietro al Columbia Road Flower Market incredibile ma vero si trova la Hackeny City Farm , una fattoria in piena regola con tanto di polli, mucche, pecore, maialini e chi più ne ha ne metta. L'idea di trovare una fattoria nel bel mezzo di una metropoli come Londra coglie di sorpresa, ma le finalità sono più che condivisibili. La fattoria infatti è un microcosmo naturale nata con l'intento di far conoscere ai bambini, ma anche ai busy workers della city direi..., alcune tipologie di animali e piante per sviluppare un contatto più diretto con la natura. All'interno della fattoria vengono organizzate varie attività come ad esempio corsi di giardinaggio e visite guidate per le scuole, ma vi si può accedere liberamente per dare un'occhiata e per poi magari fermarsi al risto-caffè Frizzante, un locale con tovagliette a quadri bianche e rosse che ricalca lo stile degli agriturismi italiani e che offre una selezione di piatti con i prodotti della terra. Se il freddo di queste giornate invernali vi assale consiglio vivamente una tappa alla Teeria-Caffetteria The Bridge al 15 di Kingsland Road per riscaldarsi e gustare una tazza di tè o cappuccino fumante in un ambiente davvero carino. Il pezzo forte è senza dubbio la sala superiore arredata in stile Kitsch con poltroncine e divanetti imbottiti, lampade verdi, lampadari di cristallo che penzolano del soffitto, specchi ovunque...il resto ve lo lascio scoprire! I prezzi sono un pò più alti, ma passarci una fredda domenica pomeriggio in compagnia di amici e di una deliziosa pasta con crema e fragole vale la pena. Ah, dimenticavo....ovviamente per il tè delle 17.00 ci sono un pò di persone, quindi andateci prima!

26 settembre 2010

Il mercato di Borough Market e dintorni

Si dice che il famoso cuoco inglese Jamie Oliver venga spesso al Borough Market per rifornirsi di ottimi ingredienti di prima qualità per il suo ristorante. E in effetti in questo mercato di Southwark si trova davvero di tutto, dal Patanegra ai tortellini, dal wurstel tedesco al formaggio olandese, dai muffin artigianali all'olio di oliva, è un pò come andare in giro per il mondo non allontanandosi troppo dal centro della città. Un mix di sapori e odori davvero irresistibile! Anche la mappa del mercato è tutto un programma....una mucca sezionata in parti differenti, ognuna delle quali corrisponde a una zona specifica del mercato. Il mercato richiama una quantità di gente notevole che si aggira tra le bancarelle in cerca di prelibatezze. I prezzi non sono così economici, ma gli articoli sono davvero di primissima qualità, quindi per una volta si può anche chiudere un occhio! Lasciato il mercatino, la passeggiata continua lungo la riva sud del Tamigi in direzione dello Shakespeare Globe, il teatro costruito dalla compagnia a cui appartenenva Shakespeare distrutto però dal grande incendio del 1613, ma oggi fedelmente ricostruito seguendo il progetto originale. Dalla forma ovale e senza un tetto, la programmazione degli spettacoli si svolge da maggio alla prima settimana di ottobre. Per i biglietti della platea centrale, dove ci sono solo posti in piedi, si puo spendere anche solo 5 pound. C'è anche la possibilita di fare la visita guidata all'interno del teatro, ma io consiglio di andare a vederci uno spettacolo. Ho poi sentito dire che proprio vicino al Globe e stato da poco aperto il Jellifish, un teatro interamente costruito con materiali di riciclo, una vera e propria opera di "junkitecture" che sfrutta le vecchie casse di legno del mercato e altri pezzi di legno, il tutto assemblato a regola d'arte e nel pieno rispetto delle normative di sicurezza. Sicuramente da provare visto che con 10 pound si puo assistere ad uno spettacolo in una location davvero originale. La passeggiata continua sempre seguendo la riva del Tamigi fino ad arrivare al Millennium Bridge, un moderno ponte che conduce alla cattedrale di St. Paul, dalla cui cupola si gode di un bellissimo panorama su entrambe le rive del fiume. Per gli appassionati di arte contemporanea invece merita fare una tappa alla Tate Modern, il museo situato subito dopo il Millennium Bridge. Di giovedi è aperto fino alle 22.00 e se a fine serata vi fanno male i piedi e volete un po di relax potete mangiare qualcosa al bar della Tate che si trova all'ultimo piano dove godrete di una superba vista su Londra by night!

24 settembre 2010

L'ABC per un'avventura tutta londinese!

Se avete in programma di partire per qualche mese oppure a tempo indeterminato per Londra, ecco qua alcuni consigli pratici per rendere più semplici le vostre prime settimane di permanenza in questa città così fantastica, ma soprattutto all'inizio un pò difficile. Beh...cominciamo con l'arduo dilemma...trovare una stanza non è così semplice come si possa pensare, vuoi per lo standard di pulizia e decenza che a Londra è molto basso, vuoi per gli affitti che sono molto cari! Ma prima avrete bisogno di una sim di una compagnia inglese per il cellulare e della Oyster Card per spostarvi in metropolitana e autobus. Tra le compagnie di telefonia inglesi ci sono la O2, la Talk mobile, Vodafone, Virgin, ma la più conveniente in assoluto è la Lebara, che ha davvero dei costi bassissimi non solo per chiamare a Londra, ma anche per le chiamate internazionali visto che viene 4 pence al minuto se telefonate ai fissi in italia e 17 pence se chiamate i cellulari. Per la Oyster ci sono invece diverse possibilita: Pay as you go, ovvero si pagano le singole corse ogni volta che si usa un mezzo di trasposto con differenza notevole rispetto al pagamento del biglietto ordinario (ben 4 pound), che per esempio per la zona 1 con la oyster diventano 1.80 pound senza differenza tra l'orario di punta e quello fuori punta. Altro vantaggio con la pay as you go è quello che non supererà mai la tariffa giornaliera della travelcard, quindi dopo un pò si possono fare viaggi illimitati. L'altra modalità è quella degli abbonamenti bus & tram e travelcard per la metropolitana che permettono di utilizzare bus, tram e tube per un numero illimitato di viaggi. Esistono abbonamenti giornalieri, settimanali e mensili. La pay as you go può essere combinata anche con questi abbonamenti, cmq per tutti i dettagli consultate questo link che spiega molto bene il funzionamento della Oyster Card. Ah, molto importante quando sottoscrivete la Oyster card ricordatevi di compilare anche l'apposito form di registrazione, che in caso di furto o smarrimento permette di risalire al credito presente nella carta che vi verrà restituito.Tornando alla ricerca della casa, con l'aiuto di una mappa della metropolitana e un pò di pazienza si possono consultare i numerosi siti internet che pubblicano annunci di affitti. Tra tutti vi posso consigliare http://www.gumtree.com/ http://www.moveflat.com/ dove si possono tranquillamente reperire i numeri di telefono senza registrarsi al sito, oppure http://www.spareroom.co.uk/ e http://www.flatshare.com/ dove però dovete registrarvi e dove al sesto o settimo annuncio gratis che potete consultare dovete pagare! esiste anche http://www.loot.com/ di cui esiste anche una versione cartacea che esce ogni due o tre giorni. Evitate le agenzie perche spesso hanno delle restrizioni del tipo che non potete ospitare nessuno a dormire, oppure se ve lo permettono dovete far pagare il vostro ospite un tanto a notte! Per quanto riguarda le zone piu carine e sicure, anche se credo che la sicurezza dipenda piu che altro da sé stessi e da un pò di prudenza quanto basta...posso consigliare alcuni quartieri della zona 1 e 2. Non andrei oltre visto che poi anche se risparmiate nella casa, c'è da considerare che aumentano notevolmente i costi dei trasposrti, oltre che la perdita di tempo per raggiungere il centro ogni giorno. Diciamo che le zone piu "abbordabili" vicino al centro, dove c'è la possibilita di trovare un buon compromesso vicinanza-costi potrebbero essere Bermondsey che pur essendo nella zona 2 è vicinissimo a London Bridge ed e una zona tranquillissima, oppure Bethnal Green, che invece e vicinissimo a Shoreditch, il cuore pulsante bohémien, pieno di localini per la sera e anche di gallerie d'arte e centri culturali davvero interessanti. Poi c'è Aldgate East che invece è nella zona 1, praticamente attaccato a Brick Lane, la Bangladeshtown di Londra che è una zona tranquilla perche ogni sera si popola di giovani sia per i tanti ristoranti che propongono menu quasi eslusivamente a base di curry sia per i localini e bar ad entrata gratuita. Anche Angel e una zona residenziale molto tranquilla e con molti negozi. Tutte queste localita sono nella parte est di Londra, nell ovest invece vi posso consigliare Shepherd's Bush e Shepherd's Bush Market, uno praticamente accanto ad uno dei piu grandi centri commerciali di Londra, il Westfield e l'altro sede della comunita afro e con negozietti aperti 24 ore. Valido anche Hammersmith molto vivace e anche se un pò piu lontani da non disdegnare i quartieri di Turnham Green, Kilburn e Willesden Green, che offrono spesso soluzioni più economiche. Ovviamente da non dimenticare Camden Town, che se anche forse è un pò più cara come zona, ha davvero molto da offrire sia per la nightlife, sia per i mercatini ormai famosissimi! Un altro consiglio è quello di fare la spesa nelle catene dei grandi supermercati come Sainsbury's o Tesco verso le 18.00, perchè tutti i prodotti freschi del giorno rimasti invenduti vengono scontati anche del 70%, si possono trovare quindi delle belle occasioni tra gli scaffali delle insalate, frutta, dolciumi, panini e altri piatti pronti. Ultima cosa, se avete bisogno di comprare cuscini, copripiumini, coprimaterassi ecc.. oltre al conveniente Primark di Oxford Street, un grande magazzino dove si possono trovare abbigliamento e oggettistica per la casa a prezzi davvero convenienti, da provare assolutamente Argos, una sorta di grande magazzino dove trovate veramente di tutto! A Londra ce ne sono disseminati in tutta la città. Lo consiglio perché il sistema è davvero originale ed efficiente. Praticamente appena entrate nel grande magazzino non troverete la merce esposta negli scaffali, ma un catalogo altro 5 dita dove sono classificati tutti i prodotti possibili ed immaginabili (dall'elettronica ai gioielli, dall'oggettistica per la casa a mobili). Una volta visto quello che vi interessa nel catalogo dovete recarvi alle apposite postazioni, dove digitando il codice del prodotto riportato nel catalogo si può comprarlo e pagarlo con carta di credito o bancomat. Una volta effettuato l'acquisto la macchina vi rilascerà una ricevuta dove è indicato lo sportello al quale dovete recarvi per il ritiro della merce, numero di ordine e tempo di attesa. Nel monitor della sala sono riportati tutti gli ordini e il loro stato di avanzamento. Tempo 5 minuti il commesso vi chiamerà e vi consegnerà una busta con tutti i vostri articoli acquistati. Il vantaggio è ovviamente la rapidità del servizio e i prezzi bassisimi visto che questo sistema consente di risparmiare notevolmente sul personale..provare per credere!

19 settembre 2010

Una passeggiata a Londra

La domenica mattina Londra si sveglia lentamente dopo le notti pazze del sabato sera e se alcuni quartieri possono sembrare deserti, altri invece pullulano di vita e di sorprese davvero bizzarre! Senza dubbio la domenica è la giornata per eccellenza dei mercatini delle pulci. Non c'è che l'imbarazzo della scelta...ma da non perdere assolutamente i famosissimi mercati di Camden Town e il meracatino delle pulci di Brick Lane dove perdersi nei vicoli tra l'odore di curry e negozietti vintage. Ogni angolo nasconde stranezze che ovviamente ci si aspetta di trovare in una città così multiculturale come Londra! Bene non rimarrete delusi, mica penserete di passeggiare tranquillamente tra le bancarelle senza che nulla intorno a voi accada??? Prima tappa a Camden Town...qui le bizzarrie non mancano mai, dark people, metallari, magic mashrooms, innumerevoli profumi e sapori provenienti da tutte le parti del mondo, basta scegliere! perchè non concedersi un bel burrito messicano comodamente seduti su una sella di una vespa come sedia che guarda verso il canale? oppure se preferite un sushi o ancora noodle, paella, falafel! e se dopo una lunga passeggiata vi fanno male i piedi e volete un pò di relax e una bella pedicure no problem! ci pensano dei piccoli pesciolini affamati...basta immergere le gambe in una vasca ed ecco che farete la gioia di decine e decine di pesci! Dopo un pò di riposo sarete pronti per entrare nel Cyberdog, il negozio futurista-psichedelico di Camden che ormai è diventato una vera e propria attrazione! purtroppo non si possono fare le foto all'interno quindi dovrete accontentarvi del mio racconto ed usare un pò di fantasia. All'entrata c'è sempre un personaggio davvero singolare che aiuta a far defluire le persone e che devo dire nell'aspetto anticipa quello che si troverà all'interno. Luci soffuse, musica a tutto volume, due balconi sospesi dove ballano due cubisti umanoidi e starlight dovunque! accessori e vestiti davvero originali e fuori di testa, persino le grucce degli abiti sono curate nei minimi dettagli e brillano nell'oscurità! non manca il reparto kids...e un pò nascosto a piano terra il reparto intimo aggressive! Per sfuggire al caos di Camden mi rifugio nei verdi prati del Regent's Park dove regna la calma, ma ad un certo punto da lontano si ode un canto..ed ecco arrivare un'intera famiglia africana che celebra il matrimonio dei due sposi cantando, battendo le mani e camminando tutti in fila! Dopo una breve sosta faccio tappa verso la mia amata Brick Lane per curiosare tra le cianfrusaglie delle bancarelle e cosa mi potrei aspettare di vedere di domenica in tarda mattinata in un mercatino? ovviamente niente di strano direte voi e invece no, ecco che da lontano vedo avanzare una specia di robot costruito con dei vecchi contenitori della spazzatura e dotato di una sistema meccanico di trazione comandata da due uomini seduti nella parte posteriore del robot...e così indisturbato si aggira tra la folla, tra qualche sguardo curioso dei turisti e una certa nonchalance degli abituali frequentatori del mercato. Poi arrivo al Vibe Bar, davvero carino e scopro che anche se è mattina c'è un concertino rock in piena regola e molti giovani che ballano, ovviamente entro e lì trovo la sopresa più gradita di tutta la giornata.....due dubbi uomini vestiti alla maniera di Elvis con tanto di occhialoni, cinturozza tamarra quanto basta e ciuffone a banana, che con evidente difficoltà cercano di emulare il famoso movimento di bacino!! sono impazzita e penso di avergli fatto un vero e proprio servizio fotografico! Per terminare in bellezza la mia giornata sulla via del ritorno al semaforo vedo una mini con una carrozzeria areografata davvero in modo originale.....guardate un pò!
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3 settembre 2010

Berlino parte seconda: Mercatini, vita notturna e locali

Dopo lunghe camminate alla scoperta della città niente di meglio che rifocillarsi in un bar o ristorante caratteristico o in un locale fantasmagorico dalla scena underground. L'offerta berlinese è veramente plurima e variegata e certamente non è possibile con un breve post elencare tutte le possibilità che la città offre, anche perchè ce n'è davvero per tutti i gusti, dal locale alternativo, al posh pub. I mercatini delle pulci non vanno persi per niente al mondo, uno fra tutti quello a Prenzlauer Berg all'interno del Mauerpark e lungo parte di Bernauer Strasse che si svolge ogni domenica: un labirinto di bancarelle dove si trova davvero di tutto, da abbigliamento vintage ad oggetti di arredamento kitsch, impossibile venire via a mani vuote! Sempre a Prenzlauer Berg ricca è l'offerta di negozini che propongono abbigliamento second hand, non resta che addentrarsi nelle strade del quartiere. Per gli appassionati di oggetti e abbigliamento del passato consiglio vivamente il Colours Kleidermarkt in Bergmanstrasse 102 a Kreuzberg dove si fanno affari davvero convenienti visto che i vestiti si comprano a peso. Le ore voleranno tra tutte quelle ceste e appendiabiti dove rovistare! Sempre a Kreuzberg, in Maybach Ufer, da non perdere il mercatino turco allestito lungo il fiume, che propone spezie, pane turco, frutta e oggettistica varia. Per una pausa caffè dopo il mercato molto carico è il bar Luzia, arredato in stile vintage, ogni particolare è studiato nei minimi dettagli, tutte le poltrone, tavolini e divani che costituiscono l'arredamento del locale sono pezzi unici sapientemente accostati con originalità. Oppure se vi trovate nei pressi dell'isola dei musei e volete immergervi in un'atmosfera da mille e una notte provate il Tadschirische Teestube, all'interno del Theater im Palais, una teeria del Tagikistan con tappeti e cuscini dove gustare una fumante tazza di té e piattini deliziosi e dove rilassarsi stando attenti a non addormentarsi, visto che il tè lo si beve quasi sdraiati! Per chi si trova nel Mitte all'ora di pranzo consiglio il ristorante Chi Sing, specializzato nella cucina vietnamita, non solo per il cibo, ma per l'ambientazione: benchè nel cuore della città e dei palazzi, il ristorante è immerso in un verdissimo contesto: sui tavoli e lungo i marciapiedi tappetini di erba sintetica arricchiti di margheritine contribuiscono a creare un'atmosfera davvero gradevole! Non che Berlino non sia una città verde, ricca com'è di giardini e parchi, ma devo dire che la trovata di questo ristorante è davvero azzeccata. Per chi non soffre di mal di mare, da provare assolutamente è il risto-boat Spree Arche, che galleggia allegramente nel mezzo della Sprea, chi resisterà dopo aver mangiato un' insalata di gamberi con lo tzaziki??? Se un giorno volete concedervi una pausa dal ruolo di turista e capitate a Berlino d'estate, due tappe sono assolutamente irrinunciabili: il Kiki Blofeld un locale in Kopernickerstrasse 48 (Kreuzberg) ricavato da un'area industriale dismessa sulle rive della Sprea dove il giorno ci si può rilassare sulle sponde del fiume, giocare a biliardo oppure organizzare una grigliata utilizzando il barbecue, di notte invece diventa molto romantico perchè il fiume riflette le luci della notte...oppure per chi preferisce scatenarsi, da una chiatta galleggiante si accede a una piccola disco! L'altro posto in cui trascorrere un'intera giornata in relax e immergersi nello stile di vita berlinese è la spiaggia della Badeschiff tra Sischestrasse e Am Flutgraben. si avete capito bene, a Berlino non c'è il mare e allora i berlinesi hanno deciso di farselo da sè! Con 3 € si accede alla spiaggia dove sono stati trasportati quintali di sabbia, il tutto attrezzato con sdraio, lettini, docce, bar, ristornatino e last but not least la piscina che dà direttamente sul fiume! Da non perdere anche il barrettino subito all'esterno allestito in maniera davvero originale...una panchina enorme degna di un gigante, lo scheletro di un vecchio bus e di una roulotte riconvertiti a gazebi attrezzati con tavoli e sedute per bere in santa pace e carcasse di auto ricoperte di erba sintetica adibiti a tavoli o meglio dire sdraio, visto che l'usanza è proprio quella di sdraiarvici sopra tipo pin up! La zona pullula di bei localini, sempre li accanto, è gradevole una birretta al Club Der Visionare, un posticino costruito sopra il canale, pieno di giovani che si riuniscono per due chiacchiere prima di cena con sottofondo di dj set (oddio sottofondo mica tanto!!). Ed ora passiamo alla notte..anche qui c'è n'è davvero per tutti i gusti. A chi piace la tecno, uno scenario post industriale, luci psichedeliche senza dubbio merita fare una visitina al Dice, club ricavato da un ex stazione elettrica. Per un cocktail con un panorama insuperabile invece ad Alexanderplatz c'è il Weekend, un locale curato, forse un pò troppo fashion, ma la vista a 365 gradi sulla città merita la visita. Per i nostalgici o i semplici curiosi del divertimento ai tempi della DDR, cambiamo decisamente scenario per andare al Clarchens Ballhaus, una storica sala da ballo della Berlino Est.. anche se dopo un pò a ritmo di cha cha e salsa fose ci si stanca! A questo punto non rimane che parlare del leggendario Tacheles, che in yiddish significa parlare senza giri di parole..un nome che è tutto un programma! Ricavato da un ex grande magazzino di cinque piani, oggi lo stabile è in mano ad artisti emergenti che ne hanno fatto un vero e prorio centro culturale. Dal look volutamente trasandato lo stabile è completamente coperto da piccoli graffiti e scritte ed è divenuto il simbolo della cultura alternativa. Al suo interno si possono trovare un cinema, sale di registrazione, atelier artistici, mostre, un parco sculture e al piano terra un cortile con barrettini e gruppi che suonano dal vino...ah dimenticavo, ovviamente il tutto immerso da quintali di sabbia che coprono il pavimento. Davvero divertente andare alla scoperta dei suoi cinque piani! Altro centro culturale stavolta ricavato da un ex fabbrica di birra, ma con un aspetto totalmente diverso dal Tacheles è il Kultur Brauerei di Prenzlauer Berg che ospita un cinema, club, discoteche, ristoranti, birrerie e anche qualche negozietto. Per gli amanti delle feste private, ma che poi tanto private non sono visto che si allargano ad amici di amici, si vocifera che a Prenzalaure Alle 242-247 nal Pampero Apartment vengano organizzate feste, concerti ed eventi all'interno di una appartamento privato di 150 mq, non ci sono stata per mancanza di tempo ma sarebbe stato interessante! Per gli amanti del teatro invece segnalo la compagnia Das Dokumentartheater, che organizza suggestivi spettacoli itineranti all'interno dei bunker della vecchia Berlino sotterranea...peccato però che sono in tedesco, quindi per poter apprezzare la profondità dello spettacolo bisogna sapere bene la lingua!

1 settembre 2010

Berlino, una città sorprendente!

Berlino, Berlino...che dire? in una parola sorprendente! avete presente quando la vostra idea non coincide affatto con la realtà? o perlomeno con l'idea che mi sono fatta di questa città così frizzante e piena di tesori tutti da scoprire. Un passato pesante non c'è che dire, il Nazionalsocialismo, la deportazione della popolazione ebraica, la follia omicida di Hitler, il Muro che per quasi trent'anni ha diviso cuori e famiglie. Ma questa storia così densa di avvenimenti non viene celata, anzi la sensazione è che non venga mai persa l'occasione per esibirla in piazza, forse un modo per esorcizzare il dolore e gli errori. Una città simbolista, che parla direttamente alle emozioni attraverso il gesto, l'arte. Provate a camminare tra i lastroni di pietra del Memoriale dell'Olocausto, un labirinto di cemento creato da stretti vicoli e altissimi muri di pietra. Il pavimento è un continuo saliscendi, un alternarsi di salite e discese che provoca un forte senso di smarrimento e confusione. In alcuni punti della città si possono vedere ancora alcuni pezzi del muro. Non solo la celebre East Side Gallery, dove il muro è stato dipinto da artisti contemporanei che in qualche modo hanno lasciato il proprio messaggio, molto interessante è il Centro di Documentazione del Muro in Bernauer Strasse (Prenzlauer Berg), dove un pezzo lungo 300 metri è stato racchiuso tra due lastre di acciaio e riflettendosi su queste sembra infinito... davvero suggestivo. Inoltre per alcune via della città una fila di mattoncini incastonati nell'asfalto indica il percorso del muro. Pensare che adesso viene oltrepassato dai pedoni e usato come posteggio dalle macchine, mentre per anni è stato sede della cosiddetta no man's land costringe a riflettere. Consiglio il Museo Ebraico, un edificio dall'architetture molto particolare, di forma indefinita oserei dire, con 280 finestre che sembrano delle feritoie, composto alla base da tre strade con nomi fortemente simbolici che si incrociano continuamente: la via dell'esclusione, la via dell'esilio e la via della vita. La via dell'esclusione conduce all'Holocaust Tower, una torre vuota, buia e fredda, alta 24 metri con un unico spiraglio di luce in segno di speranza, i rumori esterni si sentono come fossero ovattati, una sensazione molto forte. Ai piani superiori invece una completa testimonianza della cultura ebraica dagli albori ad oggi, prendete l'audioguida e sicuramente apprezzerete di più la spiegazione soprattutto della parte inferiore del museo. E poi da non perdere il Reichstag con la modernissima ed eco sostenibile cupola di vetro e acciaio progettata da Norman Foster, l'audioguida è gratuita e l'insuperabile vista permette subito di farsi un'idea di Berlino. Da non perdere anche l'isola dei musei dove se possibile conviene andare di giovedì perchè dalle 18.00 fino alle 22.00 l'entrata è gratuita e la fila anche se ne troverete scorre bene, io consiglio soprattutto il Pergamonmuseum dove ammirare l'imponente altare di Pergamo e la porta del mercato di Mileto, per il busto della bellissima Nefertiti invece bisogna andare al Neues Museum. Per chi vuole approfondire la storia del muro c'è anche l'omonimo museo, proprio davanti al Checkpont Charlie, tappa obbligata per la classifa foto di rito davanti al gabbiottino delle guardie. Molto interessante la Topografia del Terrore, una mostra museo adiacente ai resti dell'edificio dove risiedeva la Gestapo e a parte del muro, che ripercorre la storia tedesca dall'avvento del Nazionalsocialismo fino ai giorni d'oggi. Merita fare un giro anche nello Scheunenviertel, il quartiere dei granai, ovvero l'antico quartiere ebraico dove ancora oggi in corrispondenza di alcuni edifici dove abitavano gli ebrei che vennero deportati si possono vedere delle targhe che riportano nome, cognome, data e luogo di deportazione. Potrete visitare inoltre il cimitero ebraico, di cui oggi non rimane praticamente più niente, la sinagoga, l'Anne Frank Zentrum. Nella curva della Rosenthalerstrasse date un occhio agli Hackesche Hofen, ovvero una serie di otto cortili interni con facciate decorate con mattonelle policrome, che oggi ospitano negozi e ristoranti. Passeggiate e perdetevi negli animati e alternativi quartieri di Kreuzberg e Prenzlauer Berg, dove la scelta tra locali e posticini dove mangiare a basso costo è assicurata. Due città in una, dove la differenza tra Est e Ovest ancora si respira in tutto e non solo nella diversa icona degli omini del semaforo! Ma ovviamente Berlino è molto di più di tutto questo, non solo musei, mostre e storia istituzionale....un fermento culturale si respira in ogni angolo, locali lungo la Sprea, spiagge artificiali con sdraio per rilassarsi, vecchi edifici un pò decadenti ed ex fabbriche riconvertiti a centri culturali e ancora birra, birra a fiumi, specialità berlinesi, ma non solo...basta scegliere cosa si vuole mangiare e girare l'angolo per cambiare nazione senza dover prendere l'aereo..... ma questo è un altro post!

22 aprile 2010

Viaggiare low cost con il CouchSurfing!

La nuova frontiera del viaggiatore è il CouchSurfing, molto più di un semplice viaggio alla scoperta di nuovi mondi e città, ma bensì un modo di entrare in contatto con le persone, uno scambio culturale e di esperienze. Cosa serve? Un divano, tanta voglia di conoscere gente nuova e un pizzico di curiosità. Il CouchSurfing è un network internazionale no profit, che è in grado oggi di mettere in contatto tantissimi utenti da tutte le parti del mondo che amano il viaggio e le esperienze nuove. Il surfer è il viaggiatore che può scegliere all’interno del portale il “divano” in cui alloggiare per qualche giorno, messo gentilmente a disposizione dal padrone di casa. Gli utenti che praticano il CouchSurfing devono registrarsi al network e costruire un proprio profilo con dettagli relativi ai propri interessi, esperienze di vita e motivazioni del viaggio, così che la persona che mette a disposizione il proprio divano può avere informazioni sull’ospite e scegliere o meno se accettare la richiesta di ospitalità. Ovviamente tutti i profili sono arricchiti dei preziosi giudizi degli utenti che in passato hanno ospitato o che sono stati ospiti, in modo da avere a disposizione delle indicazioni e recensioni veritiere per un valido aiuto nella scelta. Non solo si può viaggiare per il mondo spendendo pochissimo, ma lo si può fare anche entrando veramente in contatto con la cultura del luogo e con le abitudini delle persone. Non si tratta infatti solo di avere un divano in cui dormire, perché tra le persone si viene a creare un’interazione e uno scambio interessantissimo. Non è la prima volta che l’ospite si mette a cucinare le prelibatezze del proprio paese oppure che venga coinvolto in un’uscita con gli amici del padrone di casa…. e tutto questo è un regalo molto più grande di qualsiasi viaggio, sicuramente il surfer tornerà a casa con una valigia carica di emozioni e bei ricordi… e perché no con un amico in più sparso per il mondo!

8 aprile 2010

Mi Mexico

E’ l’esplosione di colori fantastici e la voglia di vivere che si respira in ogni angolo, a rendere l’atmosfera del Chiapas così densa di energia, un’energia che fa vibrare ogni più piccolo centimetro del corpo. E come una locomotiva in corsa, che nascosta dalle nuvole di vapore, improvvisamente ti attraversa da parte a parte, con l’impeto e la forza di un popolo millenario, che ancora avvolge nei misteri dei suoi riti. Una terra di una ricchezza immensa, un tipo di ricchezza che non si misura in pesos. I dollari non hanno valore, è una prosperità dei sentimenti, un paradiso del sorriso che dà un nuovo colore all’atono ritmo di vivere grossolanamente ogni momento. Il Messico, la sua gente, è un viaggio molto più lontano di milioni di chilometri, è una transizione nelle viscere della vita, un pellegrinaggio nel tuo intimo, che muove una carovana di sensazioni verso una meta speciale. Tutto ciò in cui credi, ciò che ami, quello per cui lotti, le lacrime che versi, i sorrisi che ti illuminano, i dolori che ti vivono….
Chiapas, terra selvaggia domata dalla generosità della natura, che ha saputo regalare a questo luogo paesaggi di incantevole bellezza. Una tradizione che crede nel sole, nell’elemento primario di vita. Tutto ruota intorno a perfetti calcoli astronomici, che allineano astri, sole, costellazioni. Simbolo dell’energia, della potenza, il sole riscalda ogni cosa ed i colori caldi dominano sugli altri, fiori sfumati d’arancione, gialle farfalle, papaia, mango, tappeti. Ma anche la terra parla del sole. L’ambra incastonata tra le rocce, incontra venature scure nel suo colore giallastro e ricorda la potenza dell’astro, così come la forza del giaguaro, simbolo fin dall’ antichità dello stato del Chiapas. E la forza di questo popolo si racconta anche nella sua storia, nelle battaglie per l’indipendenza, nella volontà di rovesciare il dominio della ricca oligarchia locale e rendere la terra un privilegio di tutti. Un paesaggio che nasconde mille altri paesaggi al suo interno, così diversi l’uno dall’altro, ma così necessari per completarsi. San Cristobal De Las Casas protetto dalle mura delle montagne, fu nel 1994 rifugio dei rivoluzionari zapatisti, ma oggi non lascia traccia se non di una fresca e ridente cittadina. Una serenità infinita per i vicoli pieni di negozietti e prodotti gastronomici da sperimentare. E poi l’odore degli aghi di pino che cospargono il pavimento della chiesa di San Juan Chamula. Quell’odore resinoso misto a cera. Mentre attraverso i gruppi del villaggio intenti a compiere il loro rito contro il male e la sofferenza, posso sentire il calore delle decine di candele cosparse nel pavimento sulle mie caviglie. Un’ atmosfera surreale. Ogni gruppo di indigeni è attorno al curadores, che cerca di liberare l’affetto dal male allontanandolo con rigurgiti di aria ed una volta purificata l’anima del malato, viene sacrificata una gallina dove la credenza vuole che il male sia andato a nascondersi. E’ un popolo conservatore, tradizionalista, che non ammette fotografie per non farsi rubare l’anima e che si sposa tra parenti, causando anche gravi malattie genetiche come l’albinismo. Ma tutta questa primordialità incanta ed incuriosisce, voglia di dissetarsi di ogni particolarità, delle storie di ognuna delle croci che giacciono nel cimitero del villaggio. Ogni colore rappresenta una vita diversa, il bianco simbolo dell’ innocenza del bambino, il nero della saggezza della vecchiaia ed il verde, gli anni verdi della vita, quelli dell’uomo in fiore. San Cristobal, contornato da piccoli villaggi indigeni, alcuni così lontani che devono camminare infiniti sentire per trovare un po’ d’acqua, altri in cui gli abitanti non possono curarsi se malati per la distanza eccessiva dalle strutture di cura. Penso a quante storie, a quante vite non basterebbero per farsele raccontare tutte…penso alla mia vita, così diversa dalla loro. Zinacantan, un gruppo di case tra la strada ciottolosa, mentre le ruote la percorrono nuvole di polvere si sollevano da terra. Qui la popolazione usa la propria vita per arricchirsi un po’ ed intere famiglie spalancano la porta di casa ai turisti. Un velo d’imbarazzo mi colora il volto, mi sento a disagio ad entrare, mi sento un’ intrusa nella vita di altri. Mi invitano con grandi sorrisi e quando mi propongono di provare uno degli abiti tipici, mi sento un fenomeno da baraccone. Mi sembra di giocare con la solennità di questo popolo e seduta in un angolo guardo allibita gli altri turisti che si ingozzano con voracità delle tortillas offerte dalla padrona di casa. Sgomitare per farsi spazio, per avere la foto migliore perché la luce è poca, aspettare con impazienza per precipitarsi nella tavola imbandita e fare razzia di ogni cosa come predatori assetati. Alla fine del banchetto la tavola è coperta solo delle bucce dell’avocado e le ciotole tinte appena del colore delle salse che prima traboccavano. Ma vuoto è anche il cestino per le offerte, chi ha messo 1 pesos, chi 5…una dicotomia spaventosa, l’abbondanza del cibo e dell’ospitalità e l’assenza di chi è ospite. Le bambine hanno lunghissimi capelli neri e degli occhi vivaci, scuri come olive e ridono tra loro mentre sgranocchiano le nostre caramelle. Si stanno facendo le trecce, si pettinano e noi le lasciamo li. Partiamo per Palenque, la strada è meravigliosa, piena di banani colmi di frutti e i bambini corrono qua è la quando vedono passare l’autobus, come se fosse una delle maggiori attrazioni della loro giornata. Un percorso meraviglioso. Finalmente l’arrivo e quando scendo e metto piede a terra, una sensazione di calore e pesantezza mi schiaccia verso il pavimento. Questa è l’aria di Palenque, l’afa della giungla che la cinge, l’umidità che fa mancare il respiro. Ma l’entusiasmo è troppo ed allora tutto si fa più leggero. Prima di entrare nel sito archeologico mi sento emozionata, proprio come prima di un’esame, una sensazione che avevo quasi rimosso. Vorrei comunicare al mondo la mia gioia e quando la vegetazione che nasconde le rovine si fa più rada e scorgo lo scorcio dei templi che maestosi dominano il paesaggio, una bomba di emozioni esplode in me ancora una volta. Mentre salgo quei gradini di pietra, mi immagino l’ascesa della vita, ogni scalino una difficoltà, un ostacolo, una gioia, un amico, è come un percorso di vita. Così imponenti gli edifici protendono al cielo, salutano gli astri e raggiungono il sole. Chissà quale maestria li ha costruiti, quale fatica e dedizione li ha eretti ed allora mi immagino gli scopi, le credenze di questo popolo, i balli con il capo contornato da piume, il gioco della pelota. Ma l’emozione più grande è stata l’ascesa al Templo de la Cruz. Dopo la fatica sotto il sole a picco, le gambe che agli ultimi scalini cominciano ad avvertire un tremolio che dal polpaccio sale fin sulle cosce, il respiro incalzante ed i battiti del cuore che risuonano come una tamburo dentro la cassa toracica, ecco che mi volto. Volgo lo sguardo ed il tempo si ferma. Sono io che lo voglio immobilizzare per un minuto, per osservare meticolosamente ogni particolare ed imprimerlo nelle mia memoria, per ogni volta che vorrò rivedere questo scenario degno di una fiaba. Da lassù lo sguardo si perde all’ orizzonte, una giungla sconfinata ovunque, il verde della speranza, della forza e di fronte a tutto ciò ci si può sentire anche piccoli, ma fieri di esserne un puntino tra i tanti. Dalla vetta, si domina una panorama davvero indescrivibile a parole, i templi sono immersi in una vegetazione lussureggiante, foglie giganti, colori vivissimi ed i rumori che abitano questa foresta sconfinata, i gridi strazianti delle scimmie urlatrici in lontananza. Mi inebrio di tutto ciò e chiudo gli occhi, ascolto. La magia che più rimane impressa in me è il calore trasmesso da ogni volto che ho incontrato, ogni persona che volontariamente per strada mi ha concesso il suo aiuto senza neanche chiederglielo, il tassista che mi sorrideva e mi parlava di quando era piccolo, di come suo padre gli avesse mostrato il film delle bighe di Ben Hur e di come avesse sempre immaginato Roma, pur non vedendola. Probabilmente non la vedrà mai, ma io pur avendo viaggiato e visto tanti posti, attraverso i suoi occhi ho scorto ciò che forse non riuscirò a conquistare mai, ho scoperto la semplicità di vivere la vita senza pretese, la capacità di tirar fuori il meglio delle cose che si ha e che si è. Il Messico è comunicabilità, gioia di vivere nonostante tutto, è duro lavoro, ma è anche fiesta, è il riuscire a dire le cose senza bisogno di grandi parole, è la musica che accompagna la vita in ogni momento, è guardare gli occhi dei bambini che ti corrono incontro perché felici vogliono ancora caramelle, è tutto questo e molto di più. Ma il piccante della vita messicana non è solo una filosofia di vita, un modo di affrontarla con il sorriso, con il ritmo della salsa nel sangue. “Un po’ di pepe” nella vita aiuta a stare meglio e la cucina messicana è una terapia dell’ anima, fatta di colori ed energici sapori speziati. Ho cercato di assaggiare ogni più piccola specialità, per immergermi appieno in questi gusti decisi ed intensi. Già la tavola apparecchiata è uno spettacolo per la vista. Le tovagliette multicolore sono una perfetta scenografia per i piatti imbanditi. I colori vividi delle salse rosse e verdi infondono allegria, ogni piatto è accompagnato da verdura fresca, riso, platano fritto e fagioli neri, un’abbondanza di pietanze. Tortillas, burritos, tacos, sfoglie di farina di mais, che cambiano nome a seconda delle dimensioni, del ripieno e della modalità di cottura. Gli ingredienti sono semplici, patate, formaggio filante, carne di manzo, pollo o maiale, ma non mancano piatti particolari e tradizionali di ogni stato, come il Tamal Untado, una purea di carne e fagioli,cotta all’interno di una foglia di banano, che gli conferisce un sapore dolciastro o l’empanada, una tortilla fritta ripiena di svariati ingredienti. Il sapore inconfondibile del Messico mi è entrato nell’ anima ed in qualche modo quando mi sento stretta in questi panni, quando il prezzo delle case è irraggiungibile, quando non ci sono contratti per i giovani, quando esistono i pedofili, quando la gente suona il clacson immersa nel traffico e si manda a quel paese, io mi rifugio nell’ immaginazione di quest’atmosfera esotica, nell’ideale che mi sono creata di questa terra meravigliosa, anche se piena di problemi e povertà e l’energia che riempie questo pensiero mi rende immune da tutto e tutti ed ancora fiduciosa che il mondo si può migliorare, basta rendere migliori noi stessi.